Ne avete una vaga idea ma non sapete come applicare i concetti?
Vi racconto la mia storia.

Anni fa mi venne l’idea, prima di tutti, di creare un e-commerce per vendere Adesivi per pc portatili, chiamati Skin.

Essendo Grafica e Web Designer, pensai di applicare le mie skills ad un progetto che fosse mio, non solo e sempre per clienti, e quindi mi misi all’opera.

Creai all’incirca una ventina di grafiche, affidandomi al mio buon gusto.
Il progetto migliorava ad ogni aggiunta, ero appassionata e confidavo nelle mie capacità.

Creai la piattaforma e-shop, caricai tutti i miei disegni: tutto quello che c’era da fare, fatto per bene, SEO e Piano di Lancio inclusi.

Passarono 6 mesi, e non conclusi neanche una vendita. I carrelli si riempivano, ma i clienti non eseguivano il checkout. Il target però era in continua crescita, le visite pure.

Cominciai a pensare che forse non fosse poi chissà quale idea.

Mi dicevo:
“Almeno ci ho provato”

Però, siccome sono una testona, mi decisi a fare di più: coinvolsi con un sondaggio tutti i miei contatti, inclusi gli iscritti al sito, per scoprire eventuali falle nella mia strategia.

In soldoni, il perchè la gente non comprasse.

Dai suggerimenti raccolti, capii che dovevo cambiare qualcosa:

  1. Aggiunsi la possibilità di personalizzare la propria Skin, ampliai la gamma di grafiche e di formati, aggiungendo anche console da gioco fisse e portatili (Sony PS2, Nintendo DS, Microsoft XBOX, ecc)
  2. Introdussi i commenti e le recensioni sui prodotti acquistati
  3. Semplificai la registrazione degli utenti con un click su Facebook
  4. Girai un video tutorial su come applicare le Skin senza bolle in meno di 20 secondi e aggiunsi le FAQ
  5. Migliorai la qualità del prodotto, in modo che non lasciasse residui una volta rimosso (tutti mi facevano questa richiesta, ma io non l’avevo nemmeno considerata!)

Dopo un paio di mesi le vendite schizzarono: vendevo decine di Skin a settimana, delle quali il 50% erano personalizzate con le foto caricate dai clienti.

Immagini a 16 DPI, GIF da 8K… ho visto cose che voi non potete immaginare.

Forse un giorno ve le svelerò!

Da questa esperienza ho imparato che la UX è molto importante e può determinare il successo o il fallimento di un progetto.

Nello specifico UX Design (User eXperience) è il processo di progettazione dell’esperienza dell’utente finale.
Lo scopo del processo è migliorare, ovvero rendere utile, facile e dalla piacevole interazione il sito web, servizio o prodotto, sia esso fisico o digitale. Da non confondere con UI Design (User Interface) che è invece la progettazione della navigazione, usabilità e intuitività dell’interfaccia grafica di siti web, servizi o prodotti.

Voglio essere chiara, anche se l’argomento è infinitamente vasto. L’UX è l’esperienza provata dall’utente quando usufruisce di un servizio o prodotto. Ogni volta che una persona entra in contatto col vostro prodotto avrà un’esperienza e questa ha necessariamente un valore: positivo, neutro o negativo. Essa verrà percepita in relazione al servizio o prodotto, andandone a definire il valore stesso.

Quindi l’utente è il centro della progettazione UX, per questo motivo è necessario conoscere e prevedere le sue esigenze.

Più conosciamo il nostro utente finale, meglio saremo in grado di progettare e migliorare l’esperienza che associerà al nostro prodotto.

Naturalmente non esiste una strategia valida indistintamente per tutti.

In gergo chiamiamo tutti i possibili utenti finali “Personas”.

Definire le “Personas”

Il primo passo è definire le “Personas” attraverso l’individuazione delle possibili caratteristiche personali e delle possibili necessità derivanti rispetto all’attività o prodotto.

Il secondo e ultimo passo è mettere in pratica ogni possibile soluzione che serva a soddisfare le necessità individuate, e continuare a migliorare e monitorare costantemente la situazione.

È così semplice come sembra. Ma spesso le cose che sembrano semplici sono le più impegnative.

Vi ricordate com’erano i cellulari prima dell’ iPhone?

Io, appena scartato il mio primo device Apple (iPhone EDGE, modificato perchè allora riservato al solo mercato americano) , provai vera felicità nell’usarlo. Prima abituata ad un Nokia, è stato come cambiare Mondo.

Avete presente Avatar, di James Cameron? Uguale.

Non più pulsantini minuscoli, non più bottoncini da premere 4 volte per scrivere una lettera, ma tocchi e fluidità: una vera meraviglia, un’esperienza straordinaria.

Riuscite ad immaginarvi, ora, a commentare su forum e blog con post chilometrici tramite pulsantini e T9? Capite dove voglio arrivare?

Apple ha fatto in modo che l’esperienza utente finale fosse il più possibile gratificante.

Questo approccio vale quindi anche per il design del prodotto, perciò è da usare durante tutto il percorso, fino alla vendita.

Questo è il mio primo articolo di una serie dedicata alla UX, spero vi sia piaciuto.
Ci leggiamo presto!