Sono sempre stato una persona piena di energie, che però sistematicamente venivano “smontate” dalle altre persone. Mi sentivo costantemente dire frasi come:

“Non si può fare”, “non funziona così”, “se funzionasse qualcun altro lo avrebbe già fatto”.

L’ultima in particolare mi ha sempre dato un enorme fastidio, perché presuppone che io sia l’ultimo degli scemi e che ci sia sempre qualcuno più sveglio, intelligente o in gamba di me.

Ti sei mai sentito dire queste cose?

Io sempre, o quasi. Non è che tutte le persone sono cattive, intendiamoci. Alcune persone che sputavano queste sentenze sono tutt’ora miei amici o amiche. Non lo facevano in malafede, ma lo facevano perché secondo loro ero uno che sognava ad occhi aperti, invece di rimanere con i piedi per terra.

Non so se ti rispecchi in quello che sto dicendo, ma voglio farti capire che puoi diventare quello che vuoi tu semplicemente perché hai avuto la fortuna o l’intuizione di lavorare nel mondo dell’informatica. Infatti, uno dei requisiti per fare il mio percorso è di lavorare nello sviluppo di siti web. Quindi se lavori in altri settori, probabilmente sei nel posto sbagliato (oppure devi fare un enorme lavoro per portare la mia esperienza e adattarla al tuo mondo).

Tieniti forte, perché sto per portarti per mano attraverso la storia di una persona che dal nulla è diventato imprenditore, passando per essere il miglior developer su piazza e CTO di importanti aziende. Cioè, questa persona sarei io.

Sai cosa c’è di bello? Che puoi farlo anche tu. L’unico motivo per cui non sei ancora riuscito a farlo è solo che nessuno te l’ha mai insegnato. Puoi riuscirci in 2 soli modi, per come la vedo io:

  1. o ti capita l’esatta alchimia di combinazioni e casi della vita in cui fai le cose giuste, incontri le persone giuste al momento giusto come è successo a me
  2. oppure qualcuno ti insegna la ricetta per diventare il migliore su piazza

Fine. Non ci sono altre strade. Devi fare un lavoro enorme, costante nel tempo per diventare davvero bravo.

Ti ho scoraggiato? Se sei ancora qui, forse esiste la speranza che tu abbia la stoffa giusta. Se è così, continua pure a leggere. Se hai esclamato “si va beh, ci vuole tempo e fatica e io voglio una cosa che funziona subito”, non fa per te. Sei avvisato.

Quali sono le caratteristiche fondamentali per diventare capo di un’azienda di tecnologia?

Mi sembra di sentirti come se ti avessi qui davanti a me: nel mondo dello sviluppo vincono la razionalità, la logica, la bravura nello scrivere codice e tutto quello che è davvero tecnologia e programmazione.

Ok, peccato che sbagli. Non sei tu che sei sbagliato, semplicemente ci hanno insegnato (anche io avevo le tue stesse convinzioni) che dobbiamo essere dei bravi impiegati, programmatori che fanno il loro compitino e non escono fuori dal loro ambito. Io voglio mostrarti la via che personalmente mi ha fatto diventare quel che sono oggi.

Come in tutte le cose che riguardano le persone (quindi anche il lavoro di programmatore), vince sempre l’emozione, il rapporto umano. Essere bravi tecnicamente è solo una delle componenti, ma non è l’unica e nemmeno la più importante.

Per favore, dimentichiamoci per un secondo lo stereotipo del programmatore medio:

  • un po’ freddino con le persone
  • solitario
  • vive nel suo mondo di serie tv (anzi no, questo va bene! 😀 )

Il programmatore deve affrontare un cambio di mentalità. I più colti direbbero “cambio di paradigma”. Il developer non dev’essere una persona fredda, calcolatrice, un po’ solitaria e magari pure un po’ disadattata. Spero di averti strappato un sorriso con questa descrizione, ma ti assicuro che ero anche io così.

Il segreto finalmente svelato: la caratteristica più importante per passare da programmatore ad imprenditore

Attenzione: sto per svelarti il mio più grande segreto! Ti prego di non divulgarlo ad altre persone, perché non lo capirebbero. Di cosa sto parlando?

Il più grande segreto per diventare imprenditore, partendo dalla tua situazione attuale (developer) è… socializzare.

Si lo so, sembra apparentemente una rivelazione deludente, vero? Ti aspettati che ti raccontassi che esiste un’esatta procedura, come per sbloccare i trucchi nei videogames?

Stai attento però, il vero segreto è che devi sapere le implicazioni del tuo cambio di mentalità. Analizziamo insieme cosa succede, raccontandoti la mia storia.

Questa storia la conoscono in pochi. Davvero. È un pezzo della mia storia privata e faccio fatica a condividerla con te, ma ci provo lo stesso. Penso che mi vergognerò come un ladro, perché per me è come mettermi a nudo di fronte a centinaia di persone. Ma se questo ti permette di velocizzare la tua strada verso il successo, sono disposto a farlo.

Il libro sullo yacht del miliardario

Nel momento in cui inizi a ragionare in un modo differente da quello che usi attualmente, stai sostanzialmente ri-programmando il tuo cervello a lavorare in un modo diverso.

Ma io ancora non lo sapevo. Saranno passati circa dieci anni da allora. Facevo il mozzo sullo yacht di un miliardario. Sai cosa fa il mozzo? In pratica pulisce la barda, badavo ai suoi bambini e mi guadagnavo qualche centinaio di euro mentre questo imprenditore, con tutta la sua famiglia, si godeva le vacanze in Sardegna.

Ero molto attratto da questa figura: aveva soldi da spendere come non ci fosse un domani. Ricordo infatti che un giorno arrivò sullo yacht un ragazzo, di un negozio di oggetti per surfisti, che 3-4 mini tavole da surf. Mi ricordo che gli disse il prezzo: venivano circa 5-600 euro a tavola. Lui le comprò senza battere ciglio e la cosa che nei giorni seguenti mi lasciò ancora più di stucco fu che non le usarono nemmeno. 2000 euro di tavole inutilizzate.

Questo signore era il proprietario di un intero impianto sciistico e quello che ho sempre pensato su di lui era che aveva ereditato dalla famiglia questa azienda e che non si era guadagnato niente. Sarà vero? In realtà non l’ho mai saputo, ma la mia mentalità era qualcosa che si avvicinava a questa descrizione:

“tutti i ricchi hanno rubato o ereditato per essere ricchi.. nessuno può farcela davvero da solo”.

Per farti capire come la pensavo sui ricchi e in generale su chi aveva successo. Sarà un caso, ma mi piace pensare che avevo questa mentalità perché fino ad allora non mi ero mai davvero sudato il pane che mia madre metteva in tavola e che quindi non sapevo nemmeno cosa volesse dire provare ad avere successo.

Un bel giorno, sul suo yacht (denominato “La Lamborghini dei mari” da uno dei tizi che lavoravano a Poltu Quatu, dove avevamo fatto tappa di un giorno) vidi un libro. Il libro si intotolava:

“Come trattare gli altri e farseli amici”

Aveva proprio la copertina con le due mani che si stringono, nella versione “vecchia” che non credo sia più in commercio.

Immagina quello stato mentale in cui ero allora, di cui ti ho parlato prima. Con un titolo del genere, immagini cosa ho subito pensato?

“Un libro che ti insegna ad infinocchiare il prossimo raccontandogli balle per farteli amici! Che schifo”.

Ecco. Avevo dipinto un quadro tremendo di questa persona, ma il problema è che era tutto nella mia mente, per quanto ne sapessi io. Avevo le prove che fosse una persona scorretta? No. Che avesse ereditato, che non si fosse guadagnato quello che aveva, che avesse truffato qualcuno? Assolutamente no, eppure il mio cervello mi suggeriva queste cose.

A distanza di qualche anno, ci troviamo in una situazione completamente diversa. Sviluppo con Magento, in particolare il frontend, da qualche anno. Probabilmente un paio. Ricordo ancora la scena: ero in una grossa agenzia di sviluppo e-commerce (credo la più grande in Italia, oggi) ed ero accanto ai miei colleghi frontend developer.

Porto sempre con me un libro che sto leggendo. Indovini di che libro sto parlando? Esatto, si tratta di “come trattare gli altri e farseli amici”.

Questo libro mi ha insegnato molto, ma ancora di più mi hanno insegnato le persone che ho avuto la fortuna di incontrare sul mio cammino. Saper trattare con gli altri è una competenza fondamentale, se vuoi fare carriera. Diciamoci la verità: quante volte hai pensato:

“Fare carriera è una questione di leccare il culo al capo”?

Forse più di una. Io sono sempre stato allergico a leccare il culo ai capi, infatti il mio temperamento era di quelli che subito si infiammano per cose del genere, discutendo in maniera molto animata, quando si tratta di difendere un principio.

Però… c’è un però. Ho scoperto che saper trattare (con) gli altri, è una questione prima di tutto di farsi volere “bene”. Non è leccare il culo, se come facevo io, anche tu lo stai pensando, prova a mettere da parte questa tua credenza per un attimo.

Saper trattare con gli altri è difficile. Ti assicuro che te ne accorgerai andando avanti nella tua carriera. Più persone avrai “sotto di te” e più dovrai stare attento a come parli, cosa mangi, cosa dici e perfino come ti vesti. Pensa, io che ho sempre pensato che l’abito NON fa il monaco, ho scoperto che invece lo fa, eccome.

Certo, non è che puoi essere solo forma e niente sostanza. Si presume che la sostanza ci sia, è una Condicio sine qua non, altrimenti la forma serve ben a poco e, di sicuro, non paga sul lungo periodo.

Ma se hai la sostanza, cioè se sei davvero bravo in quello che stai facendo, allora una competenza fondamentale che devi affinare è quella di interagire nel modo corretto con le persone.

Cosa puoi fare adesso, che da CTO non potrai fare

Ti è mai capitato di lavorare in un team di sviluppatori composto da almeno 2-3 persone?

Bene, una delle cose che si sentono più spesso sono le bestemmie. Personalmente non le ho mai apprezzate, anzi mi hanno sempre dato fastidio. Ma se lavori per qualche anno nell’ambiente sviluppo web in mezzo ad altri sviluppatori, per qualche arcano motivo tutti vengono “assimilati” e iniziano prima o poi a dire qualche bestemmia o qualche parolaccia.

Questo è il tipico caso di azione che viene ben tollerata dagli altri. Peccato che viene ben tollerata SOLO se sei un loro pari nella gerarchia aziendale, cioé uno sviluppatore.

Hai mai sentito un amministratore delegato di una grossa società bestemmiare? Io no.. ed esiste un motivo per questo.

La forma, cioè quello che traspare superficialmente della tua persona è in gran parte determinato da quello che dici e che fai. Quindi, devi scegliere bene le parole prodotte dalle tue corde vocali, perché determineranno il tuo “personaggio” all’interno dell’azienda.

Scopri a quale ologramma appartieni

Cosa è un ologramma? È un termine che ho sentito per la prima volta, usato in un contesto mirato a definire una tipologia di persona (semplificando e banalizzando) da Frank Merenda, quando parla delle tipologie di clienti. In altri testi, li ho sentiti nominare come “personas”. Non sono sicuro che i due concetti si equivalgano e si possano sovrapporre al 100%, ma ho capito che è un modo per schematizzare le tipologie di persona.

Adesso arriva il bello. Tu a quale ologramma appartieni? Ho realizzato uno schemino. Forse potrai riconoscerti in uno di questi ologrammi. Sono tutti ologrammi di sviluppatori, basati sull’osservazione delle persone con cui ho interagito nel corso della mia carriera.

1. Lo scalatore sociale
Forse avrai già sentito parlare di questa tipologia di persone. Esistono anche tra i programmatori. Questa persona è un programmatore che non ispira particolare fiducia nei colleghi, infatti ha la brutta abitudine di accollare colpe sue agli altri, di evidenziare solo le cose che fa bene e di mettere in mostra i difetti altrui. Spesso è zerbino con il capo e aggressivo con i colleghi. Spero non sia il tuo caso.

Come difendersi da questo ologramma?

Difficile a dirsi. Una delle soluzioni che però ho visto funzionare è che o sei più in gamba di lui (e anche più stronzo) oppure fai buon viso a cattivo gioco. Gli fai credere di stare al suo gioco, ridi alle sue battute, non lo attacchi mai direttamente e ti lascerà in pace. Forse (se non gli stai antipatico). Purtroppo lo scalatore sociale, seppur una persona a volte sgradevole, è anche una persona che si impegna molto. È quindi probabile che tu possa ritrovartelo in una posizione di vantaggio nella gerarchia aziendale o addirittura come tuo capo. Stai attento a quello che fai.

2. Il nato stanco, che vive per giudicare gli altri
Ho una persona bene in mente quando parlo di questo ologramma, ma non posso fare nomi. Questa tipologia di persona non sembra entusiasta di nulla, tutto ciò che dici, lui lo ha già visto, sentito o detto meglio di te in precedenza. Solo quello che fa lui va bene e sembra non avere voglia di fare nulla. In realtà spesso nel suo lavoro non è male e soffra in maniera più acuta degli altri sviluppatori della sindrome da “il mio lavoro è buono, quello degli altri fa schifo”. L’hai mai sentito uno così? Ci siamo passati tutti: prendi in mano il lavoro fatto da altri e lo butteresti direttamente nell’indifferenziata. È normale, fa parte del mestiere. Ma in queste persone questo tratto è particolarmente accentuato e lo fa spesso anche con i colleghi che prende di mira, che non gli stanno troppo simpatici.

3. Il super tecnico che sa tutto
Quanti di noi hanno un collega o amico che:
– sa tutto di fisica e vede ogni film di fantascienza
– sa tutto di serie TV
– sa tutto di programmazione e ti sbatte in faccia continuamente che ne sa più di te
– sa tutto di qualsiasi materia scientifica
– insomma, SA TUTTO

Ti ricorda qualcuno? Questo tipo di ologramma si manifesta in persone che sono molto intelligenti, ma che si limitano spesso ad avere un tipo di intelligenza solo scientifica, oppure culturale. Leggono tanto di programmazione, ne sanno davvero tanto, ma sono tipicamente scarsi nei rapporti umani.

Queste persone non sono cattive, ne offensive. Sono semplicemente un po’ introvertite e tendono a giudicare gli altri come dei loro inferiori (nella migliore delle ipotesi) e dei cretini in molti altri. Li riconosci perché anche fuori parlano o di programmazione o di serie tv oppure di un software che hanno fatto per gestire le loro serie tv preferite.

Insomma, serie tv.

4. Il buono della situazione
Si, dai, mettiamo un ologramma positivo. I primi tre hanno dei tratti per lo più negativi, mettiamo un po’ di positività in questo post. Il buono è quello che tipicamente sta sempre allo scherzo, che subisce dal capo senza lamentarsi troppo e che la butta sempre sul ridere. Anche per questo ologramma ho una persona in mente e devo dire che sono le migliori persone con cui interagire, perché tendenzialmente se ne sbattono del giudizio altrui e fanno il loro lavoro perchè gli piace, senza sentire il bisogno di prevalere sugli altri in maniera negativa.

Trattate sempre bene queste persone, perché sono i veri “collanti” dei team. Senza di loro, gli altri tipi di persone farebbero implodere il team in un ambiente di lavoro malsano e eccessivamente rigido.

Ma Francesco, come sei diventato capo di un’azienda tecnologica? Me lo spieghi?

Ci arriviamo, prima però ricordati di questi ologrammi. Ognuno di loro ha dei tratti che possono essere trasformati in positivo. Ad esempio l’ologramma numero 1, lo “Scalatore sociale”, ha di buono che è una persona ambiziosa. Questo tratto non è un male, anzi! A patto che non vada a danneggiare altre persone, questo tratto è forse uno dei più importanti che devi avere per fare strada, ma questo è vero in qualsiasi settore, non solo nello sviluppo web.

Il “nato stanco che vive per gudicare”, si sente in diritto di farlo perché di base è bravo nel suo lavoro. Quindi essere bravi nel proprio lavoro è assolutamente un bene. Ma non solo, è una cosa essenziale. Ricordi il discorso di prima? La “confezione” non basta, bisogna avere anche il contenuto per produrre un programmatore di successo. Ti ricordo che non esiste il talento puro che, da solo, rende le persone brillanti e dei fenomeni. Esiste il talento, certo, ma solo se coltivato e solo se portato avanti negli anni si tramuta in risultati concreti. Non dimenticarlo mai.

Ma anche il numero 3, che è il super tecnico che sa tutto. Informarsi di molte cose è cosa buona e giusta. A patto che questo non vada a disperdere le tue energie per diventare bravo nel mondo dello sviluppo. Vedi, bisogna certamente avere una cultura generale, saperne più possibile sugli argomenti importanti. Ma a patto che un argomento non ti faccia perdere tempo che dovresti dedicare allo studio della programmazione. Se ad esempio sei appassionato di action figures, se questo hobby ti porta via tutto il tempo e tu sei fermo alla programmazione che si faceva 10 anni fa, allora hai un serio problema. Prima o poi verrai spazzato via dal ragazzino che ha imparato in 2 mesi a maneggiare l’ultimo linguaggio di programmazione. Tu non vuoi fare questa fine, vero?

Insomma, tutti gli ologrammi hanno qualcosa di buono. Cerca di prendere il più possibile da ognuno, trasformalo in una miniera d’oro per te e applica in senso positivo tutto quello che riesci. Vedrai che i risultati arriveranno in breve tempo.

Ma qual é la cosa che, da sola, fa più di tutte la differenza?

Essere persone sincere. Credo che sia la cosa che più manca negli ambienti di lavoro. Se hai mai avuto l’opportunità di lavorare in un’azienda molto attiva (non necessariamente grande, basta che sia un’azienda in crescita) allora avrai notato che ci sono le cosidette “merde” da non calpestare. E sono sicuro che se hai un po’ di anni sulle spalle e una qualche responsabilità, qualche merda l’hai calpestata.

Io sono passato attraverso 3 fasi distinte, prima di arrivare dove sono ora:

Fase 1 – “Sono me stesso, perché qualcuno dovrebbe volermi male?” È la fase più naturale possibile. Quella in cui sei agli inizi e non pensi che nessuno avrà mai motivo di farti del male volontariamente. Del resto, sei una persona semplice e diretta, perché qualcuno dovrebbe volerti mettere i bastoni tra le ruote?

Poi ti accorgi che non è cosi, che le persone sono tendenzialmente psicopatiche in certi ambienti e che hanno l’abitudine di praticare lo sport nazionale: il pettegolezzo. E sai come va a finire? Come nel telefono senza fili. Inizia uno dicendo che oggi non ti sei lavato i denti dopo il pranzo e finisce che l’ultimo della catena ha sentito che hai le piattole.

Il telefono senza fili è una delle cose più in voga in azienda ed è vitale che tu non alimenti cattivi pensieri e frasi di colleghi che possono volerti “mettere i bastoni tra le ruote”.

Fase 2 – “Sono il capo, qui comando io”
La seconda fase coincide con i primi ruoli di responsabilità. Se come me hai nelel tue corde qualche tratto dello scalatore sociale, allora appena ti è stato affidato un compito ti sei sentito in diritto e in dovere di iniziare a “comportarti da capo”, cioè a pensare che gli altri stiano “sotto di te” e non “con te, al tuo fianco” e che puoi finalmente iniziare ad essere quello che frusta e non quello che viene frustato.

Mai cosa più sbagliata. Questo atteggiamento porta a notare una cosa specifica: le persone che fino al giorno prima erano tuoi amici e colleghi, diventeranno i primi rompi coglioni della tua vita e inizieranno a fare richieste assurde, ad avercela con te per qualcosa che hai detto e.. la lista potrebbe essere infinita. Ricordati sempre di avere infinito rispetto per le persone.

Fase 3 – “Do fiducia alle persone”
L’ultima fase è quella che tutt’ora sto coltivando. Premesso che NON tutte le persone sono valide e che NON tutte le persone sono meritevoli di fiducia, quando individuo delle persone che mi sembrano in gamba, cerco di tenerle con me e le metto alla prova. Costantemente.

Più dimostrano tenacia e meno importanza ha il talento “di base” o “naturale” che una persona ha. Le attitudini sono importanti, ma ho capito che la costanza batte il talento 10 a zero. Sempre.

Alla fine, essere sinceri paga. Quando qualcosa non va, non fare finta di sapere tutto. Cerca di migliorarti, cerco, ma non avere paura ad ammettere i tuoi limiti. Se sei in un’azienda che ha un senso (e su questo potremmo discuterne per giorni), sicuramente ci saranno persone valide e pronte a darti una mano a fare quello che devi fare. Devi sforzarti di essere contemporaneamente allievo e maestro, perché ci saranno sempre figure di riferimento più brave di te in qualcosa… e allo stesso tempo questa cosa è vera per altre persone. Altre persone alle quali potrai insegnare tu qualcosa.

Lo so cosa stai pensando. Tutto questo pippone per dire che bisogna essere sinceri?

Non fare l’errore che fecero i miei colleghi quando li portai insieme a me ad un evento di formazione sulla comunicazione. Guardacaso eravamo tutti sviluppatori e guardacaso sono riuscito a trarre una lezione da quella serata.

Se la memoria non mi inganna, era una serata a tema “il ponte della comuncazione” tenuta da Roberto Re. In pratica, si parlava di come creare un ponte, qualcosa che unisce, tra due persone.

Di base erano concetti che, una volta ascoltati, avevano tutti molto senso. Si parlava di vari argomenti, tra cui alcuni accenni sulla PNL spiegati da Raffaele Tovazzi.

Sai quale è stata la risposta di praticamente TUTTI i miei colleghi, a fine serata? Te la semplifico, ma il succo era, letteralmente:

“Ah beh, ha detto cose sensate ma fino a qui ci arrivavo anche io”.

Ci arrivavo anche io. Certo! peccato però non si spiega come mai, se ci arrivavi anche tu, non metti in pratica quelle cose che ha detto, mi veniva da pensare.

Perché si, non fare l’errore delle persone che hanno l’intelligenza scientifica/culturare: pensare che siamo degli automi e che in noi prevalga sempre e solo la ragione.

In realtà è vero il contrario: la ragione di solito la usiamo per dare un senso alle cose che facciamo. Si dice razionalizzare.

Cerca di capire cosa puoi trarre come insegnamento da ogni singolo giorno, questa è una grande lezione che ho imparato. Non solo, lo stesso concetto, ripetuto, riascoltato decine, centinaia di volte, ti fa cogliere sfumature che prima non avevi colto, ti fa capire piccole cose che, messe insieme, creano il grande puzzle della tua carriera.

Lo so, questo articolo è molto lungo, un po’ personale e forse nemmeno scritto al meglio. Sono le 4.13 di mattina e non ho sonno, perché avevo bisogno di raccontarti queste cose. Perché sono stanco di vedere programmatori di talento perdersi dietro la logica, dietro la programmazione, senza curare i rapporti personali, senza uscire dal guscio protettivo (in programmazione neuro linguistica viene chiamata “comfort zone”) che ti fa sentire al sicuro.

Prova ad uscire dalle tue serie televisive, dai tuoi manuali di JavaScript e dalle battute del sito 9gag e “i’m a developer, i have no life”. Esiste un’altro tipo di cultura, di letteratura, che se sono sei pronto a cogliere, può cambiarti la vita. Il miglioramento personale. Certo, esiste tanta “fuffa” in questo settore, ma tra la tanta fuffa, esiste anche materiale estremamente valido. Io considero l’aver letto almeno 2-3 libri al mese, negli ultimi 3 anni, l’elemento principale che mi ha fatto fare dei salti di qualità. Senza questi libri, sono sicuro che oggi non sarei qui.

Ma quindi? ancora non ho capito come si passa da developer a CTO oppure a imprenditore

La risposta è dentro di te, solo che è sbagliata! (cit.).

Scherzi a parte (ringrazio il mio amico Daniele, che mi faceva sempre questa battuta), la risposta dovrai trovarla da solo. Questo che ti indico è un punto di partenza.

Pochi intimi conoscono parte della mia vera storia e ti assicuro che sono partito non da zero, ma da sotto zero. Oggi, dopo varie esperienze ai massimi livelli come sviluppatore Magento in grandi aziende ed avendo lavorato a numerosi dei progetti più importanti e grandi fatti in Italia, posso dire che sono stato CTO di due importanti aziende e che adesso sono a capo di un’intero pezzo di un’azienda di sviluppo web. Mi sono focalizzato sull’e-commerce e continuo a fare solo quello.

Anche il brand della mia azienda, “Arredo Commerce” è un’azienda che realizza siti e-commerce solo per il settore arredamento e design.

Focalizzarsi è la chiave per diventare estremamente bravi. Diventare estremamente bravi è la base per poter progredire e uscire dal ruolo di sviluppatore e fare il salto di qualità.

Hai delle ambizioni di questo tipo o ti basta fare le tue otto ore, portare a casa lo stipendio e il gioco finisce li?

Se per te finisce li e sei felice, sono contento per te. Non vedo niente di male in questo, se ti rende felice e ti appaga.

Ma se vuoi fare un salto di qualità, dovresti prendere seriamente in considerazione di iniziare ad investire su te stesso, sul tuo futuro e cominciare a fare il primo passo verso la strada corretta, quella che davvero vuoi intraprendere.

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