Ti sei mai fermato a riflettere che tipologia di clienti hai (se ne hai)?

Avere dei clienti certe volte è un privilegio, mentre altre volte può diventare una seccatura. Lo so cosa stai pensando: ci sono quelli che pagano e quelli che non pagano.

Purtroppo è così, ma non mi riferisco a questi clienti quando parlo di seccatura (quelli li devi proprio evitare, non ci devi lavorare!).

Prendi ad esempio due dei miei clienti. Non farò nomi, perché a parte che non è bello mettere in piazza fatti di altre aziende, non ha nemmeno senso fare nomi in un contesto come questo.

Diciamo però che ha senso se ti dico come fare a riconoscere i tuoi clienti, che cosa devi aspettarti da loro una volta che hai capito che tipo di cliente hai davanti e come selezionare e mettere a lavorare le persone giuste sul cliente giusto.

Cominciamo!

L’equazione che di solito fai per capire il progetto è parzialmente sbagliata

Lo sappiamo come funziona lo sviluppo. Ci sono developer più bravi, più esperti e altri meno. Ovviamente ognuno ha i suoi punti di forza.

Quindi che cosa si fa quando in azienda è il momento di realizzare un nuovo progetto?

Risposta: dipende dal progetto. Ovvio.

Allora supponiamo di avere un progetto frontend da realizzare. Mettiamo anche che tu abbia un team di un paio di frontend developer a cui assegnare il taglio frontend del progetto.

Hai fatto realizzare la grafica ai grafici. Il Proect Manager ha rotto quanto basta le bolas, affinché fossero rispettate tutte le regole della buona user experience e dell’usabilità. Alla fine, anche un po’ sudaticcio per via della fatica che il cliente ti ha fatto fare per approvare tutte le grafiche, bisogna iniziare il cosidetto “taglio frontend”.

Di solito si fa questa associazione:

developer frontend bravo = lo mettiamo sul progetto grande
developer frontend junior = lo mettiamo sul progetto piccolo

Peccato però che questa equazione non ti garantisce il successo del progetto.

In realtà la cosa che bisogna capire in azienda è: che cosa significa “bravo”? Non è detto che un junior sia da piazzare su un progetto più piccolo e un senior su un progetto grande. Le parole “junior/senior” e “bravo/non bravo” sono davvero poco esplicative e tra poco ti spiego il perché.

Mi sono trovato spesso a lavorare sui più svariati progetti ed ho classificato i progetti frontend, con relativi clienti, in quasi una decina di macro categorie. Oggi voglio svelartene un paio, forse le più frequenti sui progetti frontend.

Le domande da fare al cliente per capirne la tipologia

Hai mai sentito parlare dello strumento “pixel perfect”? Si tratta di un add-on di Google Chrome e di Firefox che permette di sovrapporre una jpeg o png al sito che stai sviluppando.

In pratica ti permette di vedere quanto sei preciso a rispecchiare esattamente la grafica quando la trasformi in un sito eCommerce “tagliato” con HTML, CSS e JavaScript.

Questo strumento ti serve con il primo tipo di clienti: il cliente Pixel Perfect.

Cliente n° 1: il cliente Pixel Perfect

Mi è capitato di lavorare ad un progetto, dove dovevamo, tra le varie cose, anche “tagliare” la grafica e trasformarla in un frontend funzionante. Ovviamente su Magento.

Questo cliente mi ha fatto davvero penare. Ho scoperto solo a lavori molto avanzati che dovevamo tagliare il frontend con precisione al pixel. Su un sito responsive (riesci ad immaginare la difficoltà?). Io all’inizio ero tranquillo, perché per questo progetto avevo pensato di far lavorare uno sviluppatore particolarmente senior su Magento.

Risultato?

Un disastro quasi sfiorato. Il progetto non era per nulla pixel perfect, ma nessuno pensava fosse davvero necessario. Quello che lo sviluppatore aveva come concezione di “ben fatto” non era assolutamente legato alla precisione del frontend.

Era più legato alla capacità di far funzionare le cose, di conoscere Magento, che era la piattaforma usata in quel progetto, in tutta la sua architettura. Sapeva prevedere i problemi legati allo sviluppo, sapeva stimare i tempi e sapeva anche trovare i punti critici solo guardando la grafica.

Peccato però che la sua idea di eCommerce ben fatto fosse qualcosa legato a queste skill che lui possedeva.

Il cliente, durante la lavorazione di questo progetto, ci ha fatto notare tutta la sua frustrazione perché il taglio del frontend non era preciso al pixel. Abbiamo dovuto quindi metterci più energia per allineare il lavoro prodotto alle richieste del cliente riguardo lo standard di qualità pixel perfect.

Ma cosa è andato esattamente storto?

È andato storto che non conoscevamo abbastanza il cliente. In quel caso, avevamo a che fare con dei tecnici. Quindi il mio cliente era il frontend developer del cliente, non il capo dell’azienda.

Cliente n° 2: il cliente elastico

Il secondo tipo di clienti è in qualche modo “elastico”, o almeno io lo chiamo così. Non sono tutti elastici, sia chiaro, ma questo cliente appartiene alla seconda categoria.

Questa secondo tipo di cliente è praticamente l’opposto del primo: non glie ne può fregare di meno di avere un sito pixel perfect. Questo cliente infatti non è nessuno del reparto tecnico, ma è quasi sempre un manager di alto livello o il capo dell’azienda in persona.

Qui il focus dev’essere tutto incentrato sul trovare le soluzioni. Infatti, contrariamente al primo tipo di cliente, che ti chiede di fare esattamente delle operazioni molto precise, questo cliente non ha sempre le idee chiare su tutto, ma si aspetta un approccio di tipo consulenziale.

Si aspetta infatti da te queste cose:

  • essere consigliato
  • guidato nelle scelte
  • anche contestato (motivando bene)
  • flessibilità

La flessibilità consiste nel non piantarsi e fermare i lavori quando c’è qualche problema. Ad esempio, il primo cliente sarà più preciso sui contratti (te li invierà firmati in breve tempo) e ti consegnerà delle grafiche da seguire scrupolosamente.

Il secondo cliente invece è a forte rischio di dimenticare di firmarti in tempo i contratti, ma anche di darti in tempo accessi ai server e alle utenze in generale e soprattutto, non sa bene quali siano le cose che vuole.

Per il secondo tipo di cliente, quindi, devi prevedere un po’ di contingenza: un periodo di tempo che dovrai valutare tu in base alla grandezza del progetto, di solito intorno al 30-40% del progetto, dove ti prendi un po’ di budget e tempo extra per fare sviluppi inaspettati. Perchè su questo devi fidarti: sul secondo tipo di cliente, verranno fuori delle problematiche che al momento della stima e del preventivo non sei in grado di prevedere.

Che sia il primo o il secondo tipo di cliente, sii sempre trasparente! L’importante è saper guidare il cliente, saperlo consigliare e dire sempre la verità. Perché tanto, prima o poi, le cazzate vengono sempre fuori.