Se c’è una cosa che mi fa girare gli ingranaggi, è fare qualcosa solo perché lo fanno tutti. Si perché tutti fanno il responsive design.. e allora bisogna farlo, perché così fan tutti, perché i più grossi siti di e-commerce fanno così e se lo fanno loro, allora va bene.

Prendo ispirazione da uno dei miei punti di riferimento in ambito business/azienda, Frank Merenda, del quale sono indegno “seguace”. Lui dice una cosa molto semplice quanto potente, nell’ambito del marketing. Infatti, quando fa gli esempi di marketing sbagliato, dice che le aziende, più sono grandi e più fanno un sacco di cavolate. Ovviamente è una generalizzazione, non è che fanno SOLO cavolate, però ne fanno tante. Questo porta le persone “normali” ( come possono essere i piccoli imprenditori Italiani ) a pensare che, siccome le aziende sono grandi e fatturano miliardi, allora “sanno quello che fanno”. Frank fa l’esempio della frase tipica che dice l’imprenditore, che è qualcosa ( semplificando ) del tipo:

“Ma se lo fanno loro che possono permettersi di pagare i migliori cervelloni di Harvard, sanno quello che fanno, quindi lo faccio anche io e farò un sacco di soldi”.

Perché ho fatto questa premessa? No, non voglio parlarti di marketing qui. Non è il mio mestiere. Però succede una cosa simile, per non dire identica, quando si parla di come deve essere realizzato un sito e-commerce, in particolare quando si parla di frontend.

La mania di fare il tuttologo che affligge alcuni manager e amministratori delegati

Uno dei meccanismi più perversi, soprattutto nelle piccole startup web, è quando ai “piani alti” dell’azienda ci sono dei tuttologi. Il tuttologo si distingue, di solito, perché mette becco in tutto. Infatti, questa particolare figura aziendale ( possono essercene anche più d’uno, a volte ) pare abbia studi ( ma soprattutto esperienza ) talmente ampi da sapere qualunque cose meglio di chiunque altro:

  • lui sa come si fa la strategia di vendita
  • ma sa anche il brand positioning
  • sa come si fanno i colloqui e sceglie solo lui le persone in gamba
  • ovviamente sa tutto del prodotto che vende e ne è il massimo esperto
  • se non c’è lui, di solito l’azienda muore
  • conosce meglio di chiunque altro cosa l’utente finale vuole e come si comporta
  • sa come vanno fatti anche i banner e la grafica in generale
  • e.. TAN TAN TAN… ( musica tetra e portatrice di brutte notizie ) prende le decisioni di che riguardano l’IT

Questa tendenza a fare tutto è tremenda e deleteria. È esattamente quello che fanno le persone che sono state brave, nel senso che sono stati dei bravi tecnici e sono diventati molto molto bravi nel loro campo specifico, ma poi quando si trovano a seguire un percorso imprenditoriale e, quindi, a gestire un’azienda, fanno fatica a “mollare l’osso” dell’operatività.

Il meccanismo è comprensibile: fondano l’azienda, comincia anche ad andare bene e i primi tempi devono per forza fare un po’ di tutto, è fisiologico. Non tutte le startup ( è bene ricordarlo ) riescono ad ottenere fondi necessari per iniziare un’attività e assumere da subito delle persone con skill specifiche nei vari ambiti necessari a far funzionare l’azienda. Inoltre, gli imprenditori, vedono la loro azienda come il “loro bambino”, e fanno davvero fatica a fidarsi degli altri. Ammettiamolo, tutti gli imprenditori poco esperti farebbero così ( ed è comprensibile, no? ).

Che cosa succede a te quando un NON tecnico fa il lavoro di un tecnico

Scenario: sei uno sviluppatore. Sei in un’azienda e il capo non è un tecnico IT, ma arriva ( solitamente ) da studi di marketing ( personalmente, i miei capi sono stati tutti così. Tutti che arrivavano dal marketing o dalle facoltà di economia o di comunicazione in ambito IT ).

Che cosa succede quando l’azienda non è ancora strutturata e non esiste un capo dell’IT che sa pianificare una roadmap degli sviluppi? Succede che è il capo a colmare quel vuoto. Solo che lui non è un tecnico e non sa fare delle stime realistiche. A quel punto iniziano i tuoi problemi, perché non solo il capo non è in grado di stimare l’effort di lavoro e quindi tenere il tempo in modo realistico, ma inizia anche a pensare che quello che stai facendo non è abbastanza e tenterà di accelerare ulteriormente i tempi.

Quando tentare di accontentare tutti porta alla rovina

DI solito, più lo sviluppatore è bravo e più tende a sottovalutare l’impegno che ci vuole per portare a termine un compito. Questo perché gli sviluppatori bravi sanno di esserlo, ma non solo, pensano di essere più bravi di quello che sono in realtà. E per bravi intendo che, solitamente, tendono a pensare di essere più veloci di quello che sono realmente.

Credimi: la cosa migliore che DEVI fare è di pensare bene a quello che dici, a cosa dichiari di essere in grado di consegnare. Ci sono passato mille volte, ho sbagliato centinaia di volte. Perché? Perché sono sempre stato una persona entusiasta di questo lavoro e ho sempre desiderato fare bene, eccellere, elevarmi sopra gli altri. Penso che che anche tu che mi stai leggendo hai avuto questa sensazione, qualche volta ( o forse sempre ). Ma soprattutto, ho sempre detestato “andare contro”. Non mi piace andare contro qualcuno ( l’imprenditore, in questo caso ) che per mettere su un’azienda ha sputato sangue e ha sudato parecchio, mi piace invece andare nella sua stessa direzione, essere d’aiuto e non d’intralcio.

Ci sono tantissime persone che si mettono di traverso, in un’azienda. Non lo fanno mai apertamente, ma sempre con i modi più stupidi e viscidi. Sono persone che spesso non saprebbero fare una “O” col bicchiere nemmeno seguendo un video tutorial. Queste persone però esistono e creano disagi in azienda.

Io non ho mai voluto essere una di quelle persone e questo, come dicevo, mi ha portato a volte ad esagerare quello che pensavo di poter fare. Il fatto di sovrastimare i propri mezzi, però, è un male altrettanto brutto quanto le persone che “si mettono contro”, per il semplice motivo che un imprenditore, ma anche un project manager/leader, basano le loro stime e quindi le promesse al cliente, basandosi su quello che gli viene detto dai tecnici. Ovviamente in azienda, i project manager che non sono in grado di stimare correttamente cose troppo tecniche, dovrebbero pianificare ascoltando gli sviluppatori, conoscendo le vere tempistiche.

Facciamo un esempio concreto.

Realizzare un e-commerce: quali sono gli errori che ti portano ad avere attriti con il tuo capo

La tua azienda ha preso in carico un nuovo lavoro, la realizzazione di un sito e-commerce per una importante azienda. Ovviamente, supponiamo che il progetto sia basato su Magento e che tu sia uno sviluppatore frontend o comunque un tecnico che realizzerà una parte di questo progetto.

Task: “tagliare” il template che ti verrà consegnato dal team grafico.

Primo errore: non valutare in modo approfondito i wireframe

Il primo errore riguarda i wireframe. In un processo ideale, prima della grafica, ad un tecnico dovrebbero arrivare i wireframe. Questo perché permette di risparmiare tempo. Lo so cosa alcuni stanno pensando: noi facciamo direttamente la grafica, che facciamo molto prima. SBAGLIATO! i Wireframe, in un progetto che prevede un layout diverso dal solito, diversi modi per l’utente di interagire con il sito e e diverse funzionalità rispetto ad altri progetti, sono un modo veloce per pensare quali funzionalità voglio inserire nel mio progetto. I wireframe, che dovresti conoscere, sono dei disegni molto basilari e stilizzati, che mostrano da quali “pezzi” è composta una pagina del sito e che cosa fanno questi pezzi, come l’utente deve interagire con essi, ecc.

Purtroppo questo step a volte viene saltato, perché si pensa sia un’inutile perdita di tempo, del lavoro in più da fare ma che si può saltare perché “tanto lo facciamo direttamente in grafica”.

Secondo errore: chi non capisce di UX da il suo parere ( e il suo parere conta anche )

Il secondo errore in un progetto web è quando qualcuno che non sa niente di User Experience, da il suo parere. L’errore è pesante quando qualcuno da il suo parere, anche se questo qualcuno non ne sa nulla o quasi, perché fa perdere tempo a tutti. L’errore diventa potenzialmente mortale quando, invece, la persona non solo non sa niente: ma conta anche molto in azienda.

È un errore tipico delle piccole aziende: il capo pensa di essere bravo, che senza di lui il prodotto non sarà all’altezza e finisce per non delegare nulla: vuole intromettersi attivamente in tutto il progetto, presupponendo che le sue personali conoscenze sono abbastanza valide da andare bene per tutti gli utenti che utilizzeranno il sito.

Questo è mortale per l’azienda a svariati livelli, infatti:

  1. si finisce, inevitabilmente, per produrre delle schifezze immonde che con la UX non c’entrano niente
  2. si scontentano i propri dipendenti, perché si sentono frustrati

Infatti le prime cose che un collaboratore pensa, quando vede il capo intromettersi, sono principalmente 2:

  1. il mio capo dice la sua solo perché è il capo, ma non capisce una mazza
  2. sono considerato meno di zero, perché dovrei fare io questo lavoro, ma sono un “mero manovale” del “genio” altrui

Terzo errore mortale: non conoscere la propria base utenti

Un e-commerce che ha un minimo di storico, deve avere per forza una base utenti, altrimenti vuol dire che non ha mai venduto nulla, oppure che non ha MAI raccolto le e-mail. E qui ci sono ben altri problemi, prima ancora della User Experience.

Alcune persone troveranno estrema difficoltà nel rispondere alle seguenti domande:

  1. Quale è il tuo target utenti? Cioè, a chi ti rivolgi quando vendi il tuo prodotto?
  2. Se dovessi descrivere il tuo utente tipo, facendo un profilo, come lo descriveresti?
  3. Perché un tuo utente si trova sul tuo sito, come ci finisce li? Che cosa sta cercando?

Ovviamente, più il sito è focalizzato su un target ben specifico, più è facile rispondere a questa domanda ( anche se è un lavoro che richiede impegno e soprattutto esperienza nel diventare sempre più bravo a riconoscere il tuo utente target ). Molti siti hanno difficoltà a colpire con precisione perché sono generalisti: vendono troppe cose diverse tra di loro ed il loro marketing o è inesistente oppure non riesce ad essere incisivo perché vengono un po’ di tutto.

Quarto errore mortale: la supercazzola tecnica per antani soltanto in due

Qui sto parlando direttamente a te, sviluppatore: smettila di farti le seghe sull’ultimo framework uscito. Si si, lo so, nella teoria ti difendi bene. È vero, se adottassi il tuo approccio probabilmente risparmieresti e saresti molto convincente. Si è vero, quell’ultimo framework è fighissimo, dovremmo usarlo, perché risparmieremmo tempo e quindi soldi.

Ma sai una cosa? Sono tutte cazzate.

Gli sviluppatori sono davvero bravi a raccontarsela. Non dico che non bisogna innovare, ma dico che bisogna farlo con cervello. È un attimo. Un secondo prima stai facendo qualcosa di concreto e il secondo dopo stai pensando di adottare l’ultimo linguaggio strafico che Google ha rilasciato, che permette di generare l’API prematurata in fondo a destra soltanto in due.

Non è forse vero che è successo anche a te?

Basta cazzate. Se c’è una cosa che i bravi imprenditori sanno fare è non perdersi in cazzate come gli aggiornamenti software non necessari, sul fare le cose in un certo modo ( che guarda caso richiedono il doppio del tempo ). Basta stare sulla teoria. Impara alcuni concetti che saranno fondamentali per te per andare d’accordo con il management:

  1. Il software deve essere al servizio del business, deve essere uno strumento. Non è necessario essere sempre aggiornati ad ogni costo
  2. Il reparto IT di un’azienda NON è la parte che comanda. Deve dettare i tempi ( perché solo un tecnico li sa davvero ), deve scegliere la strategia migliore per il business, ma non siamo qui per sviluppare quello che ci piace. Siamo in azienda per fare soldi, prima te lo metti in testa, prima andrai d’accordo col tuo capo e farai davvero la differenza in azienda
  3. Il reparto IT è al servizio dell’azienda. Tutti lo sono, ma il reparto IT è al servizio più di altri. Troppo spesso ho visto gente diventare capo dell’IT e cominciare a tirarsela solamente perché ha iniziato ad occupare una posizione di rilievo. Impara a servire gli altri, sarà la cosa migliore che potrai fare nella tua carriera. E basta sbuffare alle richieste del reparto marketing o store manager 🙂

In ogni caso, il software è SOLO uno strumento, niente di più. Il fine ultimo è vedere che il bilancio è in positivo, non frega a nessuno che il software che abbiamo scritto è fighissimo ( se non a noi sviluppatori, che ci facciamo le seghe su queste cose ).

Funziona e porta funzionalità che facilitano i guadagni? MOLTO BENE.
Lo fai solo perché ti piace? MALE, MOLTO MALE.

Ricorda: come il tuttologo che ficca il naso nel lavoro dei tecnici, per noi programmatori è frustrante, ci tarpa le ali e ci fa sentire inadatti e ci fa passare la voglia, così è vero il contrario: le pippe sul software fanno lo stesso effetto al tuo capo o all’amministratore delegato. Impara a trovare il giusto equilibrio tra business e programmazione e troverai delle soddisfazioni vere nel tuo lavoro.